Foto della manifestazione
Sono previsti due percorsi :
- Camminata di km 4;
- Gara Competitiva di Km 13
Ritrovo Civitaretenga per partenza bus navetta passeggiata ore 15.00 e competitiva ore 15.30.
Partenza passeggiata ore 16.00 dalla chiesa di Santa Maria dei Cintorelli per arrivare a Civitaretenga;
Partenza corsa campestre competitiva
ore 16.30 dal Monte Cicogna (Comune di Barisciano), per poi proseguire
verso Peltuinum (Comune di Prata D'Ansidonia e San Pio delle Camere),
Castelnuovo Comune di San Pio delle Camere, chiesa di Santa Maria dei
Cintorelli (Comune di Caporciano) per arrivare a Civitaretenga
attraverso i tratturi di sopra e di sotto.
Quota di partecipazione 5 €.
All'arrivo a Civitaretenga tutti i partecipanti potranno gustare i prodotti tipici locali offerti dall'organizzazione.
Articolo del 06 settembre 2012 preso dal Blog di Radio L'Aquila 1
La transumanza era ed è uno degli aspetti più caratteristici delle zone
interne abruzzesi: da qui i pastori immortalati da D’Annunzio partivano
in autunno per raggiungere i più caldi pascoli delle Puglie e
trascorrere al sicuro l’inverno. Il tratturo era
il loro percorso, che si snodava lambendo borghi medievali, toccando le
chiese isolate dei pastori e numerosi punti di ristoro. Riscopriamo
questi percorsi immersi nella storia e nella natura come nuovi pastori,
viaggiatori del nuovo millennio sulle tracce di un antico passato
contadino e pastorale, fermando il nostro tempo per poter scoprire ciò
che a due passi da noi a volte non abbiamo mai guardato con attenzione.
È così che la Fondazione Silvio Salvatore Sarra, intitolata alla figura
del grande rilancio dello zafferano dell’Aquila, con sede a
Civitaretenga Frazione del Comune di Navelli (AQ), ha pensato di
organizzare una manifestazione che ha come protagonista il tratturo, con
l’adesione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della
Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Abruzzo.
Il giorno 8 settembre 2012, in occasione della festa della Madonna
dell’Arco in Civitaretenga, avrete due diverse possibilità di riviverlo,
ripercorrendo le antiche strade dei pastori sui loro percorsi
originari:
- Una passeggiata culturale (4 km), con partenza dalla Madonna dei
Centurelli in Caporciano alle ore 16.00, con guida archeologica e soste
lungo il percorso del tratto del tratturo Centurelli-Montesecco presso
la necropoli vestina rinvenuta;
- Una corsa campestre (12,9 km), in collaborazione dell’associazione
sportiva “Libertas”, con partenza da Monte Cicogna in Barisciano alle
ore 16.30, passando per Peltuinum (Prata d’Ansidonia) lungo il tratturo
L’Aquila-Foggia e poi da Centurelli lungo il tratto verso Montesecco; la
corsa prevede una quota d’iscrizione di € 5 e premi per i primi 3
classificati di ciascuna categoria (uomini, donne, associazioni
sportive).
Punto di ritrovo a Civitaretenga, dove sarà possibile parcheggiare ed
usufruire di un servizio navetta verso i luoghi di partenza sia della
passeggiata (partenza navetta ore 15.00) che della corsa (partenza
navetta ore 15.30, con possibilità di spogliatoi per gli atleti).
All’arrivo i partecipanti di entrambe potranno gustare a Civitaretenga,
nella cornice del Convento di S. Antonio piatti e prodotti tipici
offerti dalla Fondazione Silvio Salvatore Sarra, che invita tutti a
vivere il nostro tratturo!
Oltre alla Libertas, l’evento è reso possibile dalla collaborazione con i
Comuni di Navelli, Barisciano, Caporciano, Prata d’Ansidonia e S. Pio
della Camere e rispettive ProLoco.
Per informazioni/prenotazioni passeggiata 0862.959163 - 347.4681432 - 328 - 5421820 - email: fondazionesarra@libero.it
Per informazioni corsa campestre 338.7841887
giovedì 6 settembre 2012
giovedì 9 agosto 2012
2° Corri e cammina Arabona - giovedi 16 agosto 2012
A.S.DILETTANTISTICA M.C. MANOPPELLO SOGEDA E
IL COMITATO IN OCCASIONE DELLA FESTA SANTA MARIA ARABONA ORGANIZZA
2° CORRI E CAMMINA ARABONA
GIOVEDI 16 AGOSTO 2012 PARTENZA ORE 09.30
CORSA PODISTICA NON COMPETITIVA E PASSEGGIATA ECOLOGICA
KM 6 NON COMPETITIVA E 3 KM CAMMINATA ECOLOGIA APERTA A TUTTI
Categorie giovanili: 0/5,
6/9, 10/11, 12/14
Ritrovo ore 08.00 nel piazzale dell’ Abbazia di Santa Maria Arabona a Manoppello (PE)
Partenza ore 09.15 categorie giovanili – ore 09.30 non competitiva e passeggiata ecologica
QUOTA DI PARTECIPAZIONE : 5 € gara competitiva Km 6;
3 € camminata ecologica Km 3;
1 € gare ragazzi.
PREMI : PREMIO DI PARTECIPAZIONE A TUTTI I PARTECIPANTI
Per
iscrizioni Fax 085 859405 Informazioni –
Febbo V. Cell. 3494081283
K
lunedì 6 agosto 2012
Corri e cammina Marcinelle - martedi 07 agosto 2012 - ore 18.30
La corsa della memoria “ Corri e
cammina Marcinelle, per non dimenticare:
LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
PROVINCIALE DI PESCARA IN COLLABORAZIONE CON I COMUNI DI MANOPPELLO,
TURRIVALIGNANI E LETTOMANOPPELLO, LE ASSOCIAZIONI M.C. MANOPPELLO SOGEDA , CONTEA DI MANUPPELL, LA PRO LOCO VOLTO SANTO, L’
US ACLI ORGANIZZANO LA
PER NON DIMENTICARE LA TRAGEDIA DI MARCINELLE
l'UNESCO NELLA SESSIONE 2012, HA DICHIARATO L'EX MINIERA BOIS DU CAZIER - MARCINELLE - PATRIMONIO DELL'UMANITA'
MARTEDI 07 AGOSTO 2012 PARTENZA ORE 18.30
CORSA PODISTICA NON COMPETITIVA E CAMMINATA PER LA SALUTE KM 14
RITROVO PIAZZETTA DEI CADUTI DI MARCINELLE A MANOPPELLO (PE)
QUOTA DI PARTECIPAZIONE 5€
Tutti i
concorrenti saranno premiati.
Ad ogni partecipante verrà
consegnata una maglietta a ricordo della manifestazione.
E' PREVISTO UN RISTORO A FINE GARA
Per informazioni gara - Febbo Venturino Cell. 3494081283
( L’U
( L’U
8 agosto 1956: la tragedia di Marcinelle
Sono le 8 e dieci del
mattino dell' 8 agosto 1956. Una colonna di fumo nero si leva dalla miniera di
carbone di Marcinelle, a Charleroi, in Belgio. A 975 metri di profondità
si scatena l'inferno. Dei minatori scesi nel pozzo per il primo turno 262
muoiono, di cui 136 italiani.
L'incidente
Gli uomini si erano appena calati e l'estrazione era cominciata quando sulla piattaforma del piano 975, per un malinteso, la gabbia si avvia prima del tempo mentre un vagone mal inserito oltrepassa uno degli scomparti filando via verso la superficie, guadagnando velocità e danneggiando due cavi elettrici ad alta tensione. Un lampo e poi l'inferno: le fiamme avvolgono travi e strutture in legno e solo sette operai riescono a risalire in superficie accompagnati dalle prime volute di fumo nero e annunciando la tragedia che si sta compiendo.
"Tutti morti"
I soccorritori tentano l'impossibile e sfidano la temperatura infernale causata dall'incendio. Il giorno dopo gli uomini sono ancora prigionieri: l'incendio non ha toccato chi lavora ai livelli più bassi della miniera e per giorni si spera di poterli trovare ancora in vita. Ma all'alba del 23 agosto i soccorritori tornano in superficie e le parole pronunciate da uno di loro suonano come un macigno: "Tutti morti". Li hanno trovati a 1.035 metri di profondità, avvinghiati gli uni agli altri in un'ultima disperata ricerca di aiuto e di solidarietà.
Rabbia e impotenza
Quel giorno tante povere donne chiamano invano nomi italiani. Le grida, i pianti, le maledizioni formano un coro tragico finché le donne non hanno più voce e lacrime per piangere. Solo la pietà e l'intuito dell'amore permetteranno, in alcuni casi, di riconoscere i corpi arsi dalle fiamme. Bandiera nera per l'Italia e per i 406 orfani che sempre malediranno Marcinelle. E' in lutto il Paese dei poveri, degli emigranti, "merce di scambio" tra i governi italiano e belga che nel '46 firmarono l'accordo "minatori-carbone": l'Italia forniva manodopera (47mila uomini nel '56) in cambio di carbone.
Una vita disperata
Partiti da casa con un fiasco di Chianti e tre pacchetti di sigarette, sono inchiodati sotto un cielo perennemente grigio di fumi bassi, un paesaggio da "Cittadella" di Cronin, pavé nero e sconnesso, un lavoro che abbrutisce e a stento sfama, il grisou in agguato, i mucchi di scorie come nere sentinelle, umide baracche come case con appiccicate le cartoline illustrate di paesi col campanile in mezzo e la campagna attorno, un bicchiere di vino cattivo e una voglia disperata del sole di casa. In Belgio si muore di grisou, di fuoco, di mancanza di sicurezza nei pozzi, ma si muore anche più lentamente, senza accorgersene, di carbone che entra nei polmoni, di birra, di fatica, di nebbia, di muffa, di nostalgia. Vite vendute per un sacco di carbone.
L'incidente
Gli uomini si erano appena calati e l'estrazione era cominciata quando sulla piattaforma del piano 975, per un malinteso, la gabbia si avvia prima del tempo mentre un vagone mal inserito oltrepassa uno degli scomparti filando via verso la superficie, guadagnando velocità e danneggiando due cavi elettrici ad alta tensione. Un lampo e poi l'inferno: le fiamme avvolgono travi e strutture in legno e solo sette operai riescono a risalire in superficie accompagnati dalle prime volute di fumo nero e annunciando la tragedia che si sta compiendo.
"Tutti morti"
I soccorritori tentano l'impossibile e sfidano la temperatura infernale causata dall'incendio. Il giorno dopo gli uomini sono ancora prigionieri: l'incendio non ha toccato chi lavora ai livelli più bassi della miniera e per giorni si spera di poterli trovare ancora in vita. Ma all'alba del 23 agosto i soccorritori tornano in superficie e le parole pronunciate da uno di loro suonano come un macigno: "Tutti morti". Li hanno trovati a 1.035 metri di profondità, avvinghiati gli uni agli altri in un'ultima disperata ricerca di aiuto e di solidarietà.
Rabbia e impotenza
Quel giorno tante povere donne chiamano invano nomi italiani. Le grida, i pianti, le maledizioni formano un coro tragico finché le donne non hanno più voce e lacrime per piangere. Solo la pietà e l'intuito dell'amore permetteranno, in alcuni casi, di riconoscere i corpi arsi dalle fiamme. Bandiera nera per l'Italia e per i 406 orfani che sempre malediranno Marcinelle. E' in lutto il Paese dei poveri, degli emigranti, "merce di scambio" tra i governi italiano e belga che nel '46 firmarono l'accordo "minatori-carbone": l'Italia forniva manodopera (47mila uomini nel '56) in cambio di carbone.
Una vita disperata
Partiti da casa con un fiasco di Chianti e tre pacchetti di sigarette, sono inchiodati sotto un cielo perennemente grigio di fumi bassi, un paesaggio da "Cittadella" di Cronin, pavé nero e sconnesso, un lavoro che abbrutisce e a stento sfama, il grisou in agguato, i mucchi di scorie come nere sentinelle, umide baracche come case con appiccicate le cartoline illustrate di paesi col campanile in mezzo e la campagna attorno, un bicchiere di vino cattivo e una voglia disperata del sole di casa. In Belgio si muore di grisou, di fuoco, di mancanza di sicurezza nei pozzi, ma si muore anche più lentamente, senza accorgersene, di carbone che entra nei polmoni, di birra, di fatica, di nebbia, di muffa, di nostalgia. Vite vendute per un sacco di carbone.
Marco Innocenti da il sole
24 ore dell’ 08 agosto 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)






